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Anno: 1505
I cartoni di Michelangelo fanno scuola
Michelangelo ebbe una stanza nell'ospedale de' Tintori a Sant'Onofrio, dove iniziò i cartoni, impedendo a chiunque di vederli. Quando i cartoni furono terminati, suscitarono la meraviglia di quanti poterono ammirarli, e furono studiati da Aristotile da San Gallo, Ridolfo Ghirlandaio, Raffaello Sanzio, Francesco Granacci, Baccio Bandinelli , Alfonso Berugetta, spagnolo, Andrea del Sarto, il Francia Bigio, Iacopo Sansovino, il Rosso, Maturino, Lorenzetto, il Tribolo fanciullo, Iacopo da Puntormo e Pierono del Vaga. Tutti artisti che rimasero influenzati da dale dipinto, che raffigurava molte persone sorprese dalla battaglia, mentre si stavano bagnando in Arno, quindi in parte svestite, eseguite con tecniche varie, a carboncino, a tratteggio, con lumeggiature eccetera.
Dopo essere stati trasportati nel salone dei '500, i cartoni vennero esposti nella sala del Papa nel convento di Santa Maria Novella. Infine, pervennero nel Palazzo dei Medici in via Larga, da Giuliano, duca di Nemours, dove vennero studiati dagli artisti suddetti, il più bravo dei quali si dimostrò essere Baccio Bandinelli, che aveva addirittura contraffatto la chiave della stanza, per disporre di maggior tempo per copiarli.
Il Perugino vede i cartoni di Michelangelo e si scandalizza. Michelangelo lo ingiuria e finiscono davanti agli Otto, che danno ragione a Michelangelo. Durante i tumulti del 1512, in occasione della deposizione di Pier Soderini, Baccio Bandinelli divise i cartoni in più parti e li trafugò. Le ipotesi sulle cause del gesto furono molteplici: per averli presso di sè, per impedire agli altri artisti di studiarli, per fare un favore a Leonardo da Vinci, a cui i cartoni di Michelangelo avevano tolto molta reputazione o, forse, più probabilmente, per invidia.
Alcuni pezzi furono conservati nella casa di Mantova di Uberto Strozzi. Il 18.11.1575 Guglielmo Sangalletti, ambasciatore di Francesco I de' Medici, scriveva in merito all'eventualità di acquistarli.
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